Il record di liquidità di Berkshire Hathaway

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Negli ultimi trimestri, gli occhi degli investitori si sono posati sempre più su un numero che difficilmente passa inosservato: la liquidità accumulata da Berkshire Hathaway.

In un contesto dove le tensioni geopolitiche si intrecciano con l’incertezza macroeconomica, valutazioni finanziarie più alte della media storica e un ciclo tecnologico in pieno surriscaldamento (dall’intelligenza artificiale all’energia necessaria per alimentarla), il colosso guidato da Warren Buffett ha scelto la prudenza come strategia, ammassando risorse e restando in attesa.

In questo articolo voglio entrare nel dettaglio di cosa c’è dietro questo record, quali sono le implicazioni e cosa potremmo aspettarci nel prossimo futuro.

IL DATO: QUANTO HA ACCUMULATO WARREN BUFFETT?

Nel terzo trimestre del 2025, Berkshire Hathaway ha riportato una liquidità (in contanti ed equivalenti) pari a circa 381,7 miliardi di dollari.



Per fare un confronto: pochi trimestri prima, la cifra era di circa 344 miliardi.

Questo vuol dire che Berkshire ha ulteriormente incrementato una riserva già gigantesca in un momento in cui i mercati hanno valutazioni elevate, almeno secondo il CAPE Shiller ratio o anche guardando il dividend yield dell’indice SP500:

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MA PERCHE’ BERKSHIRE HA ACCUMULATO COSI’ TANTA LIQUIDITA’?

Ci sono diversi fattori che spiegano questa scelta. Ecco i principali:

  • Valutazioni elevate sui mercati azionari
    Buffett sembra ritenere che molte aziende quotate siano oggi troppo costose rispetto al potenziale di rendimento futuro. In questo scenario, rimanere fermi, accumulare “dry powder” (come dicono in inglese quelli bravi) e aspettare occasioni migliori è coerente con la filosofia alla base di Berkshire.
  • Nessun riacquisto di azioni proprie (buyback)
    Nonostante la liquidità accumulata, Berkshire non ha effettuato riacquisti di azioni proprie nei primi nove mesi dell’anno, né per il trimestre in esame.
    Questo si sposa con un orientamento conservativo: se non si trova un investimento che offra valore, meglio rimanere in attesa.
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  • Venditrice netta di azioni
    Un dato interessante è che, anche in questo trimestre, ed è il 12esimo di file per Berkshire Hathaway, l’azienda di Buffett ha continuato a vendere più titoli di quanti ne abbia acquistati:
  • Opportunità future e “mattone” per i grandi acquisti
    Una liquidità così ampia dà a Berkshire la capacità di cogliere occasioni straordinarie: acquisizioni importanti, operazioni speciali che pochi operatori possono permettersi.

QUALI SONO I NUMERI DELLA PERFORMANCE OPERATIVA?

Non si tratta soltanto di accumulo: la Berkshire ha anche riportato dati operativi solidi nel trimestre:

  • L’utile operativo (delle attività controllate) è salito di circa il 34% rispetto all’anno precedente.

  • Il reddito netto attribuibile agli azionisti si è mosso verso i 30,8 miliardi di dollari secondo alcuni rivisti.

Questi risultati testimoniano che, dietro la prudenza, la macchina operativa continua a girare bene e si sta preparando senza problemi alla grande transizione.

Poco meno di due mesi infatti e Buffett, oggi 95enne, dopo 60 anni lascerà il ruolo di CEO di Berkshire Hathaway cedendo il timone a Greg Abel, ormai suo successore designato da quando ancora c’era Charlie Munger.

Quel che è certo è che Greg Abel si troverà tra le mani un capitale senza precedenti.

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Non sarà un compito semplice: dovrà decidere dove, come e quando farlo lavorare.

E qui non si parla di “investire” e basta, ma di scegliere il momento giusto, il terreno giusto e la direzione giusta. Ne sarà all’altezza?

COSA SIGNIFICA TUTTO QUESTO PER GLI AZIONISTI?

Da azionista o osservatore, cosa devo tener presente quando leggo che Berkshire ha più di 380 miliardi di dollari parcheggiati, gran parte dei quali in titoli di stato statunitensi?

Ecco alcune riflessioni personali:

  • Potenziale diluizione del rendimento: Avere una grande massa di liquidità che non produce rendimenti straordinari (rispetto a investimenti attivi) può significare che lo “slancio” del titolo Berkshire risulti attenuato nel breve periodo.

  • Aspettative di ritorno più basse: Se Buffett e/o Abel non trovano occasioni convincenti, la resa per gli azionisti potrebbe restare tiepida fino al momento dell’investimento “storico”.

  • Conservazione del capitale più che crescita aggressiva: È una scelta di tipo difensivo. Per molti investitori, questa può essere rassicurante; per altri, potrebbe risultare meno entusiasmante rispetto a titoli “growth”.

  • Grande flessibilità: La positività della situazione sta nella possibilità di muoversi con grande potenza quando arriva il momento giusto. E personalmente trovo che questa disciplina nella gestione del capitale molto rassicurante.

Come ha detto bene Howard Marks in un suo memo:

“Cash is not ‘dry powder’, it is a loaded gun. In a crash, $1 in cash buys $3 of assets. The investor who says ‘cash is trash’ is not sophisticated, he is broke. In March 2009, we bought senior bank debt at 50 cents. The yield was irrelevant. The margin of safety was everything. Cash is not lazy. It is asymmetric warfare.”

A proposito di questa parte della citazione precedente: “in un crollo 1 dollaro in contanti compra 3 dollari di asset” ti può interessare l’articolo chi compra le azioni quando tutti vendono?

QUALI SONO GLI SCENARI POSSIBILI?

Non è neanche la prima volta che Buffett agisce in questo modo, uno dei più famosi precedenti fu prima della dot-com bubble.

Guardando avanti, ci sono alcune opzioni che possiamo ipotizzare per Berkshire e per il suo enorme “tesoro”.

  1. Acquisizione di rilievo
    Come scritto in precedenza, con oltre 380 miliardi di dollari, Berkshire potrebbe tranquillamente acquisire intere aziende di media-grande dimensione: è una potenza discreta nel panorama corporativo globale. Se e quando i valori saranno più attraenti, potremmo vedere qualche operazione “di peso”. Queste aziende  per esempio sarebbero alla portata: ASML (340 miliardi di euro di capitalizzazione), Costco (404 miliardi di dollari), Louis Vuitton (300 miliardi di euro), Morgan Stanley (261 miliardi di dollari), Hermes (220 miliardi di euro).

  2. Ritorno al buyback o dividendo speciale
    Sebbene la filosofia di Buffett abbia spesso evitato dividendi e buyback indiscriminati, con la transizione nel management potrebbe aprirsi la porta a un cambiamento: ad esempio un buyback massiccio o un dividendo speciale per “sbloccare” valore per gli azionisti.

  3. Rimanere fermi fino a “momento ideale”
    È forse lo scenario più probabile: Berkshire che resta in standby, accumula e aspetta. Non è necessariamente un male: Buffett da sempre ha detto che “quando non trovi buoni investimenti, staresti meglio in contanti piuttosto che acquistare male”. Possiamo quindi aspettarci che questo record di liquidità venga battuto nei prossimi trimestri.

  4. Rischio di reinvestimento
    Rischio legato ai rendimenti delle obbligazioni e dei titoli di stato a breve: se i tassi scendessero, al rinnovo la “rendita” implicita di questa liquidità potrebbe calare. Ad esempio, alcuni analisti stimano che la FED potrebbe ridurre ancore i tassi di interesse.

CONCLUSIONE

Da investitore e osservatore, trovo affascinante che una azienda delle dimensioni della Berkshire Hathaway possa assumere oggi un profilo così “di attesa”.

Come ho scritto anche in altri articoli, abbiamo la fortuna di osservare da vicino il più grande investitore di sempre.

Lo abbiamo visto muoversi nei momenti di panico e ora lo stiamo osservando mentre i mercati si avvicinano sempre più a una fase di euforia.

In un mondo in cui molti puntano a crescite rapide, esposizioni aggressive e target forti, vedere Buffett come gestisce con prudenza un’azienda da centinaia di miliardi di capitalizzazione, ci dà una lezione importante: la pazienza è ancora un asset fondamentale, anche se sempre più raro.

Se fossi nei panni di un azionista non mi preoccuperei, fiducioso nella capacità di Buffett & co.

Capirei infine che forse non è il momento dei fuochi d’artificio, ma dell’attesa.

Disclosure: long Berkshire

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