Prima di investire la tredicesima fai questo
Ogni anno, con l’arrivo della tredicesima, si ripresenta la stessa domanda: come usarla al meglio?
C’è chi la aspetta per respirare un po’, chi la considera un bonus da spendere e chi intravede un’occasione per investire.
Tutte reazioni comprensibili.
Ma prima ancora di chiedersi dove investire la tredicesima, domanda a cui ho dato risposta nell’articolo precedente, c’è un passaggio fondamentale che spesso viene saltato: capire se e perché investirla.
Perché il modo in cui gestiamo questa entrata dice molto più di quanto immaginiamo sul nostro rapporto con il denaro, sulla nostra pianificazione finanziaria e, in ultima analisi, sui nostri obiettivi di vita.
PRIMA DI INVESTIRE LA TREDICESIMA
Quindi, prima ancora di chiedersi dove investire la tredicesima, vale la pena fermarsi un momento a riflettere su come ci si rapporta a questa entrata.
Lo so, fermarsi un attimo è difficilissimo in una società che corre a mille, dove spesso conta più mostrarsi impegnati che realizzare qualcosa di concreto.
È ancora più difficile perché non siamo abituati: fermarsi richiede introspezione, saper stare con sé stessi e chiarire i propri obiettivi.
Più semplice a dirsi che a farsi, insomma.
A questo proposito Charlie Munger, un tempo, diceva: “People calculate too much and think too little”.
Tradotto: le persone calcolano troppo e riflettono troppo poco.
Munger voleva sottolineare come una riflessione tranquilla e il pensiero profondo possono essere fondamentali per la saggezza e il successo, soprattutto negli investimenti, per evitare di perdersi nei dettagli.
L’arrivo della tredicesima diventa allora un vero e proprio test di consapevolezza finanziaria, un piccolo stress test comportamentale che mette a nudo il nostro rapporto con il denaro.
Se viene spesa interamente e in modo impulsivo, senza una reale intenzione o senza collegarla a obiettivi più ampi, è spesso il segnale che manca una pianificazione strutturata.
Se invece viene investita “a caso”, magari inseguendo il tema del momento o il consiglio sentito al bar o sui social, il problema non è la scelta in sé, ma l’assenza di una strategia coerente.
Al contrario, quando la tredicesima viene utilizzata con metodo, magari per rafforzare un piano di accumulo, riequilibrare il portafoglio o costruire un cuscinetto di sicurezza, allora siamo di fronte a un percorso finanziario che sta maturando.
Questo passaggio è fondamentale, perché investire bene non significa agire in fretta, ma saper fare una pausa prima di decidere.
Esattamente ciò che farebbe un buon consulente finanziario indipendente: aiutare la persona a chiarire obiettivi, priorità e orizzonte temporale prima di muovere anche un solo euro.
ALLINEARE LA TREDICESIMA AGLI OBIETTIVI DI VITA (NON AL MERCATO)
La domanda giusta non è “dove investire la tredicesima”, ma “perché investirla”.
Sembra una sottigliezza, ma è il punto che cambia completamente l’approccio.
Il mercato non conosce la nostra età, la nostra famiglia o le nostre preoccupazioni.
I nostri investimenti, invece, dovrebbero riflettere esattamente queste variabili e la scelta su come utilizzare la tredicesima dipende da fattori molto concreti quali:
-
orizzonte temporale (breve, medio o lungo periodo)
-
fase della vita
-
stabilità lavorativa e delle entrate
-
presenza di mutui o carichi familiari
-
livello di serenità o stress finanziario percepito
Un trentenne senza figli e con spese sotto controllo potrebbe usare la tredicesima per rafforzare il piano di accumulo o aumentare l’esposizione al lungo periodo.
Un quarantenne con mutuo e famiglia potrebbe invece cercare più equilibrio, magari destinando parte della somma alla protezione o alla liquidità.
Un lavoratore autonomo o una partita IVA, infine, potrebbe scoprire che la scelta più saggia è mettere al sicuro la propria stabilità, prima ancora di pensare al rendimento.
Quando la finanza personale parte dagli obiettivi di vita, smette di essere una corsa dietro ai mercati e diventa uno strumento al servizio delle persone.
QUANDO NON INVESTIRE LA TREDICESIMA E’ LA SCELTA MIGLIORE
Questo è uno dei punti meno popolari, ma anche uno dei più importanti.
Se esistono debiti ad alto interesse, come quelli derivanti da un cattivo utilizzo delle carte di credito o dall’aver contratto prestiti personali costosi, investire la tredicesima non è sempre la scelta più razionale.
Ridurre o estinguere un debito con interessi elevati equivale, a tutti gli effetti, a ottenere un rendimento certo, immediato e privo di rischio.
Un rendimento che nessun ETF può garantire.
E no, questo non rende “meno investitori”.
Al contrario, è una scelta matura, consapevole e perfettamente coerente con una buona pianificazione finanziaria.
STRATEGIA 50-30-20 APPLICATA ALLA TREDICESIMA
Per molte persone, il problema non è scegliere tra spendere o investire, ma evitare l’estremo del tutto o niente.
Una soluzione semplice e sostenibile che si potrebbe applicare alla tredicesima è una logica simile alla regola 50–30–20.
Ad esempio:
-
50% al futuro → investimenti, fondo di emergenza, previdenza;
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30% agli obiettivi personali → viaggi, formazione, benessere;
-
20% al piacere puro → regali, sfizi, ciò che rende il percorso più leggero.
Ovviamente non è da intendersi come una regola rigida, né una formula magica, si tratta solo di un modo per ricordarsi che la finanza personale funziona solo se è sostenibile nel tempo.
Investire tutto senza mai godersi nulla porta spesso all’abbandono mentre spendere tutto senza costruire nulla porta all’ansia.
A me piace dire che nella finanza personale l’equilibrio sta nel mezzo.
L’ERRORE PIU’ COMUNE: INVESTIRE LA TREDICESIMA COME FOSSE UNA VINCITA
Uno degli errori comportamentali più frequenti è trattare la tredicesima come una vincita improvvisa.
E questo porta a scelte poco coerenti:
-
concentrare tutto su un’unica idea “calda”
-
aumentare il rischio solo perché “sono soldi extra”
-
cercare il colpo grosso di fine anno
-
confondere liquidità extra con maggiore tolleranza al rischio
La verità è semplice: la tredicesima non cambia il profilo di rischio, cambia solo la disponibilità temporanea di capitale.
Se normalmente un certo livello di rischio non è adatto a una persona, non lo diventa magicamente a dicembre.
CONCLUSIONE
La tredicesima è uno di quei momenti dell’anno in cui il denaro diventa più “rumoroso”.
Arriva tutto insieme, spesso senza essere atteso davvero, e proprio per questo rischia di essere trattato con superficialità.
Invece cerchiamo di usarla bene questa tredicesima, non tanto per quanto vale in termini assoluti, ma per quello che può insegnarti su come gestisci le risorse quando esci dalla routine.
Come hai letto in questo articolo, investire la tredicesima non è un esercizio tecnico, è un esercizio di allineamento: tra denaro e obiettivi, tra presente e futuro.
È il momento ideale per fare ordine, per correggere leggermente la rotta, per rafforzare ciò che già funziona o per sistemare ciò che finora hai rimandato.
La vera domanda, quindi, non è se investirai la tredicesima nel modo “giusto” ma se la userai in modo intenzionale.
Se la risposta è sì, sei già un passo avanti alla maggior parte dei risparmiatori.
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