Dove investire il fondo di emergenza (senza rischiare)

Educazione finanziaria
Tempo di lettura: 4 minuti

Il periodo 2022–2023 ci ha abituato a tassi altissimi, alcuni conti correnti come BBVA arrivavano a fruttare un bel 4% di interessi.

Oggi purtroppo stiamo tornando con i piedi per terra: le banche centrali (BCE e FED in primis) stanno tagliando i tassi e bisogna scegliere con maggiore attenzione dove investire il fondo di emergenza o dove parcheggiare la liquidità.

Vediamo quindi le quattro opzioni che abbiamo a disposizione in questo periodo.

1. CONTO CORRENTE REMUNERATO

Non è elegante, non è sofisticato, ma funziona.

Se vuoi avere la liquidità sempre a portata di mano, questa è la scelta più semplice.

Alcuni conti correnti che danno i rendimenti maggiori nel momento in cui scrivo l’articolo:

  • BBVA → circa 1,5% lordo. Vantaggi: bonifici, F24, facile. Svantaggi: rende poco.

  • Trade Republic → 2% lordo (ma non è un vero conto corrente). Meno servizi.

  • Scalable Capital → interessante, ma è un conto titoli in regime dichiarativo quindi serve dichiarazione fiscale.

Pro di questa soluzione:

  • accesso immediato alla liquidità

  • gestione zero complicazioni

Contro:

  • rendimenti bassi

Risulta una soluzione perfetta per una parte del fondo o per chi privilegia il “qui e ora”.

2. CONTI DEPOSITO

Sono da anni la scelta ideale per il fondo di emergenza, lo avevamo visto anche nell’articolo riguardante i 4 pilastri della finanza personale.

Nel 2025 non rendono più come nel 2023–24, ma restano ancora competitivi.

Tipologie:

  • Libero → prelevi quando vuoi ma rende un po’ meno degli altri;

  • Vincolato svincolabile → il più adatto: rende di più e, se proprio devi, puoi uscire quando serve;

  • Vincolato non svincolabile → (puoi prelevare rinunciando agli interessi), NO per il fondo di emergenza;

  • Vincolato con preavviso (es. 32 giorni come Cherry Bank)→ NO ancora più forte del punto precedente.

Il vantaggio del vincolato svincolabile è che puoi vincolare, guadagnare di più e comunque hai una via d’uscita senza perdere il capitale (al massimo rinunci all’interesse).

Pro di questa soluzione:

  • buon rendimento

  • strumento semplice

  • tasso bloccato (ottimo quando i rendimenti stanno scendendo)

Contro:

  • potresti dover rinunciare a parte degli interessi se svincoli troppo presto

DOVE TROVARE I CONTI DEPOSITO CON LE MIGLIORI CONDIZIONI?

Invece di aprire ogni sito bancario (e magari perderti proprio l’offerta più interessante), c’è una scorciatoia molto più efficace: sul forum di FinanzaOnline esiste una discussione aggiornata costantemente dagli utenti, dove puoi scaricare un file Excel che confronta tutti i conti deposito disponibili, con:

  • tassi aggiornati
  • durata dei vincoli
  • possibilità di svincolo
  • presenza o meno dell’imposta di bollo a carico della banca

È, di fatto, lo strumento migliore in Italia per orientarsi rapidamente senza impazzire.

Questo è il link alla discussione del forum: MIGLIORI CONTI DEPOSITO

Dopo averlo scaricato, il file si presenterà così:

Potrai filtrare i risultati sulla base delle condizioni che stai cercando.

3. ETF MONETARI

Adesso qui si sale di livello.

Gli ETF monetari investono in obbligazioni a breve termine, quindi oscillano poco.

Perché piacciono? I motivi sono questi:

  • Rendimento decente
  • Bassa volatilità
  • Si comprano e vendono facilmente

MA attenzione:

  • Ci sono costi di acquisto/vendita
  • La tassazione è sul guadagno lordo
  • Serve un conto titoli

N.B.: Se il tuo conto titoli ha commissioni alte, gli ETF monetari possono diventare inefficaci. Rischi infatti di vedere il rendimento evaporare tra:

  • costi di compravendita
  • imposta di bollo del conto titoli
  • tassazione sul guadagno lordo

Per questo consiglio gli ETF monetari solo a chi:

  • ha già un conto titoli efficiente

  • conosce bene le commissioni

  • ha liquidità sopra una certa soglia

Il più noto tra gli ETF monetari è lo XEON – Xtrackers II EUR Overnight Rate Swap ETF (ISIN LU0290358497).

L’Xtrackers II EUR Overnight Rate Swap UCITS ETF 1C replica l’indice Solactive €STR +8.5 Daily. L’indice Solactive €STR +8.5 Daily replica la performance di un deposito con il tasso di remunerazione Euro short term più un aggiustamento di 8,5 punti base.

L’indice di spesa complessiva (TER) dell’ETF è pari allo 0,10% annuo.

ATTENZIONE a non acquistare questo tipo di ETF quando i tassi vanno in negativo come nel 2020.

4. Obbligazioni a breve termine (BOT & co.)

Strumenti semplici, rischio molto basso, durata inferiore ai 12 mesi, ma nel contesto attuale rendono meno dei conti deposito o degli ETF monetari.

Un tool molto utile per trovare le migliori obbligazioni su cui investire è il sito SimpleToolsForInvestors, molto utile per confrontare i titoli migliori.

Oggi possono essere un’opzione ma non sono la scelta ottimale per parcheggiare il fondo di emergenza.

GLI ERRORI DA EVITARE QUANDO I TASSI SCENDONO

Errore #1: cercare “alternative più redditizie”

Quando i tassi scendono, molti iniziano a inseguire strumenti più rischiosi. Risultato?

Si ritrovano con prodotti che non c’entrano nulla con la sicurezza:

  • obbligazioni ad alto rischio

  • strumenti complessi

  • cripto in staking 

Ricordati invece che il fondo di emergenza non serve a fare soldi, serve a non perderli.

Errore #2: guardare solo il rendimento

Un 2% fisso può essere migliore di un 2,3% variabile che tra sei mesi diventa 1%.

La stabilità del rendimento è fondamentale per la liquidità che deve restare prevedibile.

CONCLUSIONE

Vediamo un riepilogo molto schematico di quanto ho scritto in questo articolo:

Se vuoi la massima immediatezza → Conto corrente remunerato

Perfetto per la quota di liquidità che deve essere accessibile subito.

Se vuoi equilibrio tra sicurezza e rendimento → Conto deposito svincolabile

È la scelta più razionale per gran parte delle persone che non sanno dove investire il fondo di emergenza.

Se hai già un conto titoli efficiente → ETF monetario

Ottimo per cifre elevate e per chi conosce bene costi e tassazione.

Fine, non serve complicare di più.

La finanza personale deve essere semplice, altrimenti non funziona.


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