Come fare a investire di questi tempi?

Educazione finanziaria, Geopolitica
Tempo di lettura: 5 minuti

Lo ammetto: investire oggi non è facile.

Con i giornali pieni di notizie su guerre, instabilità geopolitica, crisi economiche e mercati che si muovono sull’onda dei dazi, molti si chiedono: “Ma davvero ha senso mettere i miei soldi a rischio adesso? Non è meglio aspettare tempi migliori?”

In realtà, questa domanda la sento da quando ho iniziato a investire.

E ogni volta la risposta è la stessa: non è questione di coraggio o incoscienza, ma di metodo e pianificazione.

INVESTIRE NON E’ PREVEDERE IL FUTURO, E’ PREPARARSI AD AFFRONTARLO

Il problema non è tanto il “momento giusto”, quanto la mancanza di una strategia.

Investire non significa “scommettere” su cosa succederà domani, ma costruire un percorso coerente con i propri obiettivi di vita.

Ogni buon piano finanziario parte da quattro domande semplici ma fondamentali come le seguenti:

  1. Qual è la mia situazione patrimoniale attuale?

  2. Che obiettivi voglio raggiungere?

  3. In quanto tempo mi serviranno quei soldi?

  4. Quali strumenti sono coerenti con queste risposte?

Se, ad esempio, voglio mettere da parte dei soldi per mia figlia che oggi ha 2 anni e a cui voglio regalare una casa a 20, posso permettermi oscillazioni anche importanti nel breve periodo.

Perché? Perché nel lungo termine la statistica gioca a mio favore.

Al contrario, se ho bisogno del capitale tra due o tre anni, non posso permettermi la stessa esposizione al rischio.

In quel caso, la priorità è proteggere, non far crescere.

SI’ IL MONDO E’ INCERTO. MA LO E’ SEMPRE STATO

Una delle obiezioni più comuni è: “Sì ma guarda lo scenario attuale: guerre, inflazione, crisi… come si fa a investire?”

Quello che però dimentichiamo è che i mercati finanziari hanno sempre attraversato periodi turbolenti.

Prova a ricordare negli ultimi 25 anni cosa abbiamo avuto:

  • Crisi dot-com agli inizi degli anni 2000;

  • Attentati terroristici;

  • Guerre in Medio Oriente (ogni tot anni la scintilla si riaccende);

  • La crisi Lehman Brothers del 2008;

  • Pandemia.

Eppure, gli indici azionari sono cresciuti in modo significativo. Nonostante tutto.

Certo, non in linea retta. Ma chi ha avuto un piano, ha resistito e non si è fatto travolgere dall’ansia, oggi guarda i rendimenti ottenuti con soddisfazione.

Non voglio mostrare il solito grafico dell’indice americano S&P 500: è vero che rappresenta un’economia straordinariamente performante, ma anche un caso piuttosto particolare.

Gli Stati Uniti, infatti, sono stati il centro dell’economia globale per decenni, con un vento in poppa storico che non tutti i paesi hanno potuto godere.

Warren Buffett, giusto per fare un nome, è stato uno dei massimi beneficiari di questo scenario.

Preferisco invece mostrare il grafico dell’indice MSCI World, un benchmark globale che rappresenta anche altri mercati sviluppati e su cui si basano molti ETF (per esempio SWDA) accessibili agli investitori individuali.

Fonte

I risultati dell’indice MSCI World nel periodo considerato sono stati questi:

  • Tasso di crescita annuale composto (CAGR): 10,32%
  • Deviazione standard: 14,84%
  • Sharpe ratio: 0,67

Anche osservandolo in scala logaritmica (cioè una scala che rappresenta le variazioni percentuali piuttosto che i valori assoluti), il risultato è uguale: iniziando con 10.000 euro (20 milioni delle vecchie lire) alla fine degli anni 70, adesso saresti a una somma vicina al milione (di euro).

La scala logaritmica in questo grafico ha il vantaggio di restituire una visione più realistica dell’andamento storico, specialmente nei primi decenni, mentre una scala lineare tende a schiacciare i movimenti passati rendendoli visivamente irrilevanti rispetto a quelli più recenti.

MEGLIO INVESTIRE TUTTO SUBITO (PIC), O A RATE (PAC)?

Un altro dubbio classico che affiora quando si decide di investire è: meglio entrare subito con tutto il capitale disponibile (strategia nota come PIC, cioè “Piano di Investimento del Capitale”) oppure farlo un po’ alla volta, diluendo l’investimento nel tempo con un PAC (Piano di Accumulo del Capitale)?

Dal punto di vista statistico, il PIC ha storicamente reso di più: se prendi qualsiasi arco temporale sufficientemente lungo, i mercati tendono a salire, quindi investire tutto subito, restando investiti, espone a una crescita maggiore nel lungo periodo.

Ma il punto non è solo la statistica. È anche la psicologia.

Il PAC ha un grande vantaggio: ti protegge dalla sfortuna di iniziare proprio nel momento peggiore, ad esempio poco prima di un crollo.

In pratica ti tutela contro te stesso, contro le emozioni, e contro il tempismo sbagliato. Ti permette di entrare gradualmente, senza stressarti per le oscillazioni giornaliere, settimanali o mensili.

In sintesi? Il PIC vince sulle performance medie, ma il PAC vince sulla tranquillità personale e sulla gestione del rischio percepito.

Scegliere l’uno o l’altro dipende meno dai numeri e più da quanto riesci a mantenere la rotta quando il mercato balla.

L’ERRORE PIU’ COMUNE? INVESTIRE SENZA ORIZZONTE TEMPORALE

Non è tanto “investire oggi” il problema, quanto farlo senza sapere perché lo si sta facendo, senza un obiettivo.

Chi nel 2008 era a un anno dalla pensione ed era esposto totalmente su azioni, ha probabilmente subito gravi danni.

Lo stesso vale per chi nel 2022 era investito solo su obbligazioni lunghe, pensando fossero “sicure”.

Non esiste l’investimento perfetto in assoluto, esiste quello giusto per te in quel preciso momento della tua vita.

E se non ti senti sicuro nella gestione dei tuoi risparmi sappi che le cose sono cambiate rispetto ad anni fa, non è più necessario affidarsi al consulente bancario.

Esiste infatti la consulenza finanziaria indipendente.

CONSULENTE SI’, CONSULENTE NO

Questo è sempre un tema caldo: affidarsi o meno a un consulente.

Qui il dibattito si accende spesso: meglio indipendente? Meglio bancario? Chi costa di meno?

Personalmente, credo che il punto non sia “etichettare” il professionista, ma capire come lavora:

  • Ti ascolta davvero o parte subito proponendoti un prodotto?

  • È trasparente sui costi?

  • Ti aiuta a costruire un piano o si limita a venderti strumenti?

  • Ti spiega cosa stai facendo o si nasconde dietro tecnicismi?

Un buon consulente non ti vende prodotti. Ti aiuta a raggiungere obiettivi.

E un piano serio non si basa su “previsioni”, ma su regole, metodo, disciplina. E soprattutto: consapevolezza.

LA VERITA’ CHE FA PIU’ PAURA? NON INVESTIRE E’ COMUNQUE UN RISCHIO

C’è poi un aspetto che troppi sottovalutano e di cui ho scritto nel precedente articolo: non investire è anch’esso un rischio.

L’inflazione lavora in silenzio, ogni anno erodendo il potere d’acquisto del nostro denaro.

Probabilmente avrai già visto l’immagine seguente (o una simile) che mostra come la stessa quantità di un prodotto costi sempre di più con il passare degli anni:

Aspettare che “passi la tempesta” spesso significa fermarsi mentre il tempo continua a scorrere.

E ogni anno di inattività finanziaria è un anno perso che non tornerà.

Chi ha una buona strategia, magari con una quota di liquidità pronta a cogliere le opportunità, non ha paura delle oscillazioni. Anzi, le aspetta.

Perché sa che il mercato premia chi sa restare investito, non chi entra e esce in base alla paura.

CONCLUSIONE

Se ti sei chiesto quindi “Come fare a investire di questi tempi” sappi che investire oggi non è più difficile di ieri.

È semplicemente sempre difficile, perché il futuro è incerto. Ma chi ha un piano, ha già fatto metà del lavoro.

Non serve coraggio. Serve metodo.

E se senti che ti manca chiarezza o sicurezza nelle tue scelte, il primo passo non è comprare un ETF o un fondo, ma fermarti a pianificare.

Come dico spesso: i mercati non premiano l’audacia, premiano la costanza.

Il presente contenuto è ai soli fini didattici e di discussione, fai le tue ricerche prima di investire (do your own research before invest).

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