Le 6 categorie di azioni secondo Peter Lynch

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Peter Lynch è un noto investitore statunitense che negli anni 80 raggiunse performance da fare invidia anche a Warren Buffett.

Il rendimento del fondo Magellan, da lui gestito dal 1977 al 1990, fu del 29,7% annuale.

Anche se qui in Italia non è molto conosciuto vale comunque la pena di capire meglio il suo stile di investimento che viene descritto molto bene nel suo libro One Up on Wall Street.

Leggendolo ti colpirà prima di tutto la semplicità usata nello spiegare il suo metodo e si tratta di un libro adatto anche a chi si è avvicinato da poco all’investimento azionario.

Niente formule matematiche complicate o linguaggio troppo tecnico che possono spaventare i neofiti.

Diversamente da quanto ha sempre predicato Warren Buffett, Peter Lynch, nella gestione del suo fondo, ha ampiamente diversificato il suo portafoglio azionario, questo comunque non gli ha impedito di raggiungere i risultati straordinari che tutti conosciamo.

Il suo approccio nella selezione delle azioni è molto interessante per il fatto che i titoli in cui investiva venivano suddivisi in diverse tipologie.




Queste diverse categorie di azioni secondo Peter Lynch gli consentivano di inquadrare meglio la società che aveva di fronte così da valutarla e catalogarla più precisamente.

Cercava soprattutto aziende che avessero una storia alle spalle e, per questo, è sempre stato conosciuto come un investitore che investiva nella narrativa, infatti uno dei suoi consigli a chi di investimenti in borsa è alle prime armi, è sempre stato quello di investire in ciò che si conosce.

Le idee di investimento nascono prima di tutto dentro casa tua: hai un detersivo con cui ti trovi bene? Usi un elettrodomestico che fa bene il suo dovere? Mangi sempre cioccolatini di una determinata marca?

Ecco, prova a vedere che azienda c’è dietro a quel prodotto, familiarizza con quella società leggendo le comunicazioni per gli investitori, valutane la solidità patrimoniale e magari puoi trovare un’azione su cui investire.

Nel mondo degli investimenti non bisogna ragionare solo a comparti stagni e inserire a tutti i costi un’azione in un’unica categoria, il gioco è fatto anche di sfumature ed è possibile che alcune società non rientrino nettamente in una particolare tipologia.

Inoltre, con il mondo in continua evoluzione, potrà capitare che una società possa cambiare categoria con il passare del tempo.

Ma arriviamo alle sei categorie di azioni secondo Peter Lynch:

  • Fast growers;
  • Slow growers;
  • Stalwart;
  • Cyclicals;
  • Turnarounds;
  • Asset players.

E analizziamone qui di seguito le caratteristiche:

1. Fast Growers

Sono le aziende che crescono velocemente, possono aumentare i ricavi e gli utili anche del 20% e oltre per molti anni.

Se riescono a mantenere i tassi di crescita previsti queste azioni consentono agli investitori di ottenere i rendimenti maggiori, anche del 100%-200% in poco tempo.

Non devono essere esclusivamente società che operano in settori ad alta crescita, anzi, Peter Lynch preferisce che non lo siano perchè questo può aiutare ad avere prezzi più ragionevoli.

Di solito hanno:

  • alto rapporto p/e;
  • capitalizzazione bassa trattandosi principalmente di piccole e medie società.

Attenzione che la crescita della società derivi principalmente dall’espansione del business e non da compravendite di asset.




2. Slow Growers

Sono le aziende che crescono lentamente, di solito sono grandi aziende che hanno raggiunto la maturità e riescono a crescere a malapena un po’ più dell’economia in generale.

Caratterizzate da utili stabili e larga capitalizzazione di mercato non puoi aspettarti da questa categoria di azioni capital gain stellari.

Di norma hanno:

  • dividend payout alto;
  • dividend yield intorno al 4-5%

Con le aziende slow growers è necessario stare attenti perchè se il loro business inizia a declinare si rischia di rimanere intrappolati nelle classiche “value traps”.

Per Peter Lynch non conviene investire in questa categoria di azioni se non hanno la possibilità di crescere significativamente gli utili, magari attraverso acquisizioni  oppure attraverso lo sviluppo di nuovi prodotti.

3. Stalwarts

Sono le aziende più solide, anche le stalwarts sono società grandi e molto conosciute dal pubblico ma, a differenza delle slow growers hanno ancora la possibilità di avere un buon tasso di crescita degli utili.

Nelle azioni stalwarts Peter Lynch cercava una crescita degli utili intorno al 10%, poco debito e dividendi crescenti.

Inoltre sono aziende molto resilienti alle crisi finanziarie e riescono a recuperare molto velocemente quando l’economia si riprende.

Di norma hanno:

  • basso rapporto debito/capitale;
  • larga capitalizzazione di borsa;
  • dividendi crescenti.

4. Cyclicals

Sono le aziende cicliche i cui ricavi e utili dipendono da fattori esterni indipendenti dalla volontà della società stessa, il classico esempio di questa categoria di azioni secondo Peter Lynch sono le società energetiche che dipendono fortemente dai prezzi delle materie prime.

Di solito hanno:

  • rapporto p/e che passa da picchi al rialzo a picchi al ribasso.

Con le azioni cyclicals è molto importante il timing di mercato, cioè il momento in cui le si compra, anche se controintuitivo spesso conviene comprarle quando hanno un alto rapporto p/e che segnala il fatto che gli utili sono ridotti a causa di un generalizzato abbassamento dei prezzi delle materie prime.

Viceversa per quando si tratta di venderle.

Il loro acquisto è consigliato a chi comprende bene il ciclo dei prezzi delle materie prime utilizzate nell’operatività del business.

5. Turnarounds

I turnarounds, o come li chiama anche Peter Lynch “no growers”, sono costituiti da quelle società che hanno rischiato il fallimento, hanno subito pesanti perdite dovute a investimenti sbagliati o che hanno sofferto situazioni di mancanza di liquidità.

Di solito i mercati finanziari in questi casi deprimono il prezzo delle azioni in quanto pochi investitori vogliono rischiare di trovarsi incastrati nell’ipotesi estrema in cui la società debba veramente dichiarare fallimento.

Se queste aziende però riescono a ristrutturare la propria attività, di solito con una pesante riduzione di costi, e hanno la prospettiva di tornare in utile gli azionisti possono beneficiare di ampi rialzi nei prezzi.

Andamento dei prezzi dei turnarounds che è uno dei più decorrelati dall’andamento generale dei mercati.

Di solito hanno:

  • utili che da negativi passano in positivo;
  • rapporto debito/capitale che scende.

Attenzione che i turnarounds hanno una percentuale di successo molto bassa, quindi è necessario essere in grado di capire bene la situazione in cui si investe.




6. Asset Players

Sono quelle società che all’interno dei loro bilanci nascondono degli asset che gli analisti sottovalutano ed è la tipologia di azioni che richiede il maggior lavoro di ricerca per trovare, appunto, questi asset.

Dei settori in cui è più probabile trovare delle società di questo tipo sono, per esempio, i REIT oppure nel settore farmaceutico dove si fa largo uso di brevetti.

In questi casi è molto utile la presenza di qualche investitore attivista che può aiutare gli altri azionisti a trarre i benefici di questi assett nascosti, magari spingendo il management a fare uno spinoff.

CONCLUSIONI

Le categorie di azioni preferite da Peter Lynch sono le fast growers e le stalwarts.

Le categorie di azioni da evitare invece, se non sei esperto, sono cyclicals e turnarounds che richiedono anche una gestione più attiva in quanto è necessario seguire bene la società e acquistare le azioni al momento più propizio.

A riguardo dei turnarounds e della difficoltà di investire in situazioni del genere troviamo nelle lettere di Warren Buffett alcuni suggerimenti, in particolare nella lettera del 1979 Buffett scriveva:

“Both our operating and investment experience cause us to conclude that turnarounds seldom turn, and that the same energies and talent are much better employed in a good business purchased at a fair price than in a poor business purchased at a bargain price.”

Quindi ricorda che è meglio fare le cose semplici, già investire è difficile di per sè, e non conviene complicare ulteriormente le cose andando a cercare situazioni difficili.

Compra società buone, a un prezzo ragionevole, e che hanno buone possibilità di crescita, tienile finchè non succede qualcosa che rende il business meno

Poi dipende molto dalla tua pianificazione finanziaria, per esempio, se sei giovane puoi voler costruire un portafoglio più aggressivo con una quota maggiore di fast growers.

Al contrario se cominci a intravedere la pensione il tuo portafoglio sarà più concentrato sui slow growers e stalwarts in modo da ridurre il rischio e rendere la volatilità minore.

Poi ognuno conosce sé stesso meglio di chiunque altro e sa il drawdown e la volatilità che è in grado di sopportare senza andare in panico.

Sempre come diceva una delle citazioni di Peter Lynch:

“The key to making money in stocks is not to get scared out of them.”

Titolo: One Up on Wall Street: How to Use
What You Already Know to Make Money in the Market

Autore:Peter Lynch, John Rothchild
Editore: Simon & Schuster
ISBN: 978-0743200400
Pagine: 304
Formato: Copertina morbida
Anno edizione: 1999
Prezzo intero: € 22,93

Il presente contenuto è ai soli fini didattici e di discussione, fai le tue ricerche prima di investire (do your own research before invest).

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