Dogs of the Dow 2026
Con l’arrivo del nuovo anno torna puntuale uno degli appuntamenti più attesi dagli investitori orientati al reddito: l’aggiornamento della strategia Dogs of the Dow 2026.
Un metodo semplice, e che molte volte è risultato efficace, che continua a suscitare interesse tra chi cerca un approccio disciplinato e basato sui dividendi.
In questo articolo analizzeremo nel dettaglio quali sono le dieci azioni selezionate per i dogs of the dow 2026, approfondendo i criteri di scelta e la logica che sta alla base di questa strategia.
Nata e consolidata negli Stati Uniti, la metodologia dei “Cani del Dow” sta trovando sempre più spazio anche tra gli investitori italiani, complice la crescente popolarità della sua controparte nazionale, i cosiddetti Cani del FTSE MIB.
La strategia, resa celebre all’inizio degli anni ’90 dall’analista e autore americano Michael B. O’Higgins, si fonda su un principio tanto intuitivo quanto rigoroso: puntare ogni anno sui titoli del Dow Jones con il più alto rendimento da dividendo, ipotizzando un ritorno verso valutazioni più in linea con i fondamentali.
Se non conosci ancora i dogs of the dow 2026, nessun problema: nei prossimi paragrafi vedremo passo dopo passo come funziona la selezione dei titoli, come costruire il portafoglio e quali sono le regole da seguire per applicare correttamente questa strategia nel corso dell’anno.
Intanto in questa tabella ti elenco le dieci azioni per il 2026:
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Ticker
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Società
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Prezzo $
31-12-25 |
Yield
31-12-25 |
|---|---|---|---|
| VZ | Verizon | 40.73 | 6.78% |
| CVX | Chevron | 152.41 | 4.49% |
| MRK | Merck | 105.26 | 3.23% |
| AMGN | Amgen | 327.31 | 3.08% |
| PG | Procter & Gamble | 143.31 | 2.95% |
| KO | Coca-Cola | 69.91 | 2.92% |
| UNH | UnitedHealth | 330.11 | 2.68% |
| HD | Home Depot | 344.10 | 2.67% |
| NKE | Nike | 63.71 | 2.57% |
| JNJ | Johnson & Johnson | 206.95 | 2.51% |
Rispetto all’anno scorso escono dai Dogs Mcdonald’s, Cisco e IBM, mentre entrano UnitedHealth, Home Depot e Nike.
REGOLE PER LA SELEZIONE DELLE AZIONI
La logica alla base di questa strategia è lineare e facile da applicare, anche per chi è alle prime armi, le tre regole da rispettare sono queste:
Individuazione dei titoli
Alla chiusura dei mercati dell’ultimo giorno dell’anno (31 dicembre 2025) si analizzano tutte le società che compongono l’indice Dow Jones Industrial Average, selezionando le dieci azioni che presentano il dividend yield più elevato.
Costruzione del portafoglio
Una volta scelti i titoli, il capitale disponibile viene suddiviso in parti uguali tra le dieci azioni selezionate. Ad esempio, con un investimento complessivo di 10.000 euro, si allocano 1.000 euro su ciascun titolo dei dogs of the dow 2026.
Orizzonte temporale
Il portafoglio così costruito viene mantenuto per l’intero anno successivo, fino al 31 dicembre 2026. Al termine del periodo si procede a una nuova selezione, aggiornando i titoli in base ai rendimenti da dividendo più recenti.
SMALL DOGS OF THE DOW: LA VERSIONE SEMPLIFICATA DELLA STRATEGIA
Accanto all’approccio classico dei Dogs of the Dow, esiste un’alternativa pensata per chi dispone di un capitale più contenuto o preferisce un numero ridotto di posizioni in portafoglio: i Small Dogs of the Dow.
Questa versione “compatta” della strategia mantiene la filosofia originale, ma la applica in modo ancora più selettivo attraverso pochi e chiari passaggi:
-
Punto di partenza
Si parte, come sempre, dall’insieme dei dieci Dogs of the Dow, ovvero le società del Dow Jones che a fine anno presentano il dividend yield più elevato. -
Filtro sul prezzo
All’interno di questo gruppo ristretto, vengono individuate le cinque azioni con il prezzo di mercato più basso per singola azione. -
Allocazione del capitale
Il capitale viene quindi suddiviso equamente tra questi cinque titoli, creando un portafoglio più concentrato rispetto alla versione tradizionale.
Il principio alla base degli Small Dogs of the Dow è che le azioni con quotazioni più contenute possano beneficiare di un maggiore margine di rivalutazione nel tempo, senza rinunciare a dividendi elevati e costanti.
Nel 2026, secondo questo criterio, i titoli selezionati sono stati:
- Verizon
- Procter & Gamble
- Coca Cola
- Merck
- Nike
IL RENDIMENTO DEI DOGS OF THE DOW 2025
Il bilancio complessivo è stato decisamente positivo, con risultati che confermano l’efficacia di questa strategia basata sui dividendi.
Dei dieci titoli che componevano il paniere dei Dogs of the Dow 2025, soltanto uno ha chiuso l’anno con una performance negativa: Procter & Gamble (PG), che ha registrato un calo del 12,25%.
Tutti gli altri titoli hanno invece contribuito positivamente al rendimento complessivo del portafoglio.

Considerando esclusivamente l’andamento dei prezzi, il portafoglio dei Dogs of the Dow ha messo a segno un rendimento del 14,96% nel 2025.
Includendo anche i dividendi incassati, il rendimento totale è salito al 18,91%.
Un risultato particolarmente interessante se confrontato con i principali indici di riferimento: nello stesso periodo, il Dow Jones Industrial Average ha registrato un rendimento del 14,92%, mentre l’S&P 500 si è fermato al 17,88%.
I Dogs of the Dow hanno quindi sovraperformato entrambi gli indici su base annuale.
VANTAGGI DELLA STRATEGIA DOGS OF THE DOW
Buoni risultati nel lungo periodo
La strategia Dogs of the Dow non garantisce di battere il Dow Jones anno dopo anno, ma storicamente ha dimostrato di offrire performance solide nel tempo.
Proprio questa continuità la rende particolarmente adatta a investitori con un orizzonte temporale di medio-lungo periodo e una buona dose di pazienza.
Semplicità e bassi costi di gestione
Uno dei principali punti di forza dei Dogs of the Dow è la loro estrema semplicità operativa.
Non sono richiesti interventi frequenti: è sufficiente aggiornare il portafoglio una sola volta all’anno, selezionando a inizio anno le dieci società del Dow Jones con il dividend yield più elevato.
Flussi di reddito da dividendi
La strategia si rivolge in particolare a chi cerca una combinazione tra potenziale apprezzamento del capitale e reddito periodico.
I titoli selezionati, infatti, offrono generalmente dividendi elevati, che possono rappresentare una fonte di entrate regolari nel tempo.
Come ogni approccio d’investimento, però, anche i Dogs of the Dow presentano alcune criticità che è importante conoscere prima di decidere se applicare la strategia al proprio portafoglio.
E GLI SVANTAGGI
Nessuna certezza di battere il mercato
Nonostante i buoni risultati storici, non esiste alcuna garanzia che i Dogs of the Dow riescano a sovraperformare il Dow Jones in ogni fase di mercato.
Inoltre, la strategia tende a includere titoli che offrono dividendi elevati proprio perché, queste aziende, attraversano momenti di difficoltà, con il rischio che tali problemi si protraggano nel tempo.
Un esempio emblematico è quello di Walgreens Boots Alliance, già citato nell’articolo sui Dogs of the Dow 2024: dopo l’inclusione nel paniere, la società ha ridotto il dividendo del 48% (nel 2025 sospeso del tutto), incidendo negativamente sulla performance complessiva della strategia.
Gestione completamente autonoma
Ad oggi non esistono ETF o fondi che replichino in modo diretto la strategia Dogs of the Dow.
L’investitore deve quindi occuparsi personalmente della selezione, dell’acquisto e del monitoraggio delle singole azioni.
Questo approccio “fai-da-te” può non essere ideale per chi non ha familiarità con lo stock picking.
Aspetti fiscali penalizzanti per gli investitori italiani
Un ulteriore elemento critico riguarda la fiscalità.
I dividendi distribuiti da società statunitensi sono soggetti a una ritenuta alla fonte del 15%, a cui si aggiunge l’imposizione fiscale italiana del 26%.
Il risultato è una doppia tassazione che riduce in modo significativo il rendimento netto dei dividendi percepiti.
CONCLUSIONI
Come abbiamo visto, la strategia Dogs of the Dow presenta punti di forza interessanti, ma anche limiti da non sottovalutare.
L’elevato dividend yield può essere un fattore attrattivo, ma non sempre è sinonimo di solidità o sostenibilità nel lungo periodo, come dimostrano alcuni casi del passato.
Va inoltre considerato il rischio cambio, dal momento che la strategia è interamente focalizzata su titoli statunitensi.
Chi preferisce evitare questa esposizione può valutare un’alternativa più “domestica”, come i Cani del FTSE MIB, che applicano lo stesso concetto al mercato italiano.
A mio avviso, i Dogs of the Dow non dovrebbero essere seguiti in modo meccanico.
È preferibile affrontare la strategia con spirito critico e buon senso, affiancando alla selezione automatica un’analisi più approfondita dei fondamentali aziendali e, se possibile, anche dell’aspetto tecnico, per individuare momenti di ingresso e uscita più favorevoli.
Se utilizzata con consapevolezza e adattata alle proprie esigenze, la strategia può comunque rappresentare uno strumento utile per diversificare il portafoglio e puntare a rendimenti interessanti, senza dimenticare i rischi che ogni investimento comporta.
Il presente contenuto è ai soli fini didattici e di discussione, fai le tue ricerche prima di investire (do your own research before invest).
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