Cani del FTSE MIB 2026
Con l’inizio di un nuovo anno arriva anche il momento di fare il punto sulle strategie d’investimento e, come da tradizione per chi segue l’approccio Dogs of the Dow, di rivedere il portafoglio sostituendo i titoli sulla base dei nuovi rendimenti da dividendo.
Si tratta di una metodologia ormai ben conosciuta, che prevede un aggiornamento annuale dei titoli selezionati e che può essere efficacemente adattato anche al contesto italiano.
Applicare la strategia dei Dogs al FTSE MIB consente infatti di mantenere intatta la logica originale, puntare sulle società con i dividendi più elevati, eliminando però alcuni svantaggi tipici della versione americana, come il rischio di cambio e la doppia tassazione dei dividendi.
La trasposizione sul mercato italiano permette così di concentrarsi esclusivamente su titoli quotati in euro e su società a elevata capitalizzazione, spesso temporaneamente penalizzate nelle quotazioni ma ancora in grado di generare flussi di cassa significativi.
Da qui nasce il portafoglio dei Cani del FTSE MIB 2026, aggiornato annualmente e pensato per chi cerca una strategia semplice, replicabile e orientata al reddito.
COME COSTRUIRE IL PORTAFOGLIO DEI CANI DEL FTSE MIB 2026
La costruzione del portafoglio segue poche regole chiare e replicabili:
1. Selezione dei titoli
Alla data di fine anno (31 dicembre 2025) vengono individuate le dieci azioni del FTSE MIB con il più alto dividend yield previsto.
2. Allocazione del capitale
Il capitale disponibile viene ripartito in modo uniforme tra i titoli selezionati. Ad esempio, con un investimento complessivo di 10.000 euro, ogni azione riceverà un’allocazione di 1.000 euro.
3. Orizzonte temporale
Il portafoglio viene mantenuto per l’intero 2026 senza modifiche, per poi essere ribilanciato a fine anno sulla base dei nuovi rendimenti da dividendo.
La strategia dei Cani del FTSE MIB rientra a pieno titolo tra le cosiddette strategie lazy, ovvero approcci d’investimento semplici, sistematici e a bassa manutenzione, pensati per chi desidera risultati coerenti senza un monitoraggio continuo dei mercati.
I DIECI CANI DEL FTSE MIB 2026
Le dieci azioni che compongono il portafoglio dei Cani del FTSE MIB 2026 sono riportate nella tabella seguente:

Quest’anno c’è stato molto turnover in quanto escono:
- Snam
- Italgas
- Banca Pop. di Sondrio
- Poste Italiane
- Unicredit
Ed entrano:
- Saipem
- Inwit
- Monte dei Paschi di Siena
- BPER
- Mediobanca
LE VARIANTI DEI CANI DEL FTSE MIB 2026
Accanto alla versione classica dei “10 Cani”, esistono alcune varianti della strategia che vengono talvolta utilizzate da investitori con un approccio più tattico o con capitali limitati.
Si tratta di declinazioni che mantengono la logica originale dei Dogs of the Dow, ma che introducono un livello di concentrazione maggiore e, di conseguenza, una volatilità potenzialmente più elevata.
Per questo motivo non sono sempre adatte a chi ricerca la massima semplicità operativa.
Per completezza, vediamo comunque i criteri con cui vengono costruite queste varianti.
Il portafoglio dei “5 Cani”
Il portafoglio dei “5 Cani” si ottiene ordinando i dieci titoli del portafoglio principale in base al prezzo di mercato, dal più basso al più alto, e selezionando i primi cinque.
L’ipotesi alla base è che un aumento del prezzo abbia un impatto percentuale maggiore sui titoli con quotazioni più contenute, aumentando il potenziale di rivalutazione nel tempo.
Anche in questo caso il portafoglio è costruito in modo equilibrato: a parità di capitale investito, ogni titolo riceve la stessa allocazione.
Ad esempio, con un investimento complessivo di 10.000 euro, a ciascuna azione verrebbero destinati 2.000 euro.
Il portafoglio “PPP” (Price Performance Potential)
Esiste infine una terza variante, ancora più concentrata, nota come portafoglio “PPP”.
In questo caso la selezione si riduce a un solo titolo: il secondo della lista ordinata per prezzo crescente.
Questa scelta deriva da un’anomalia statistica individuata da Michael O’Higgins, secondo la quale tale titolo tende, in alcuni contesti di mercato, a sovraperformare sia l’indice di riferimento sia le altre varianti della strategia.
Naturalmente si tratta di un’ipotesi storica e non di una regola certa, motivo per cui questo approccio va considerato con particolare cautela.
I RENDIMENTI DEI CANI DEL FTSE MIB 2025
Ma ora facciamo un breve passo indietro e vediamo come si sono comportati i Cani del FTSE MIB 2025.
Il 2025 è stato un anno complessivamente positivo per il mercato azionario italiano, con il FTSE MIB che ha registrato una crescita di circa il 30%.
In questo contesto, la strategia dei Cani ha mostrato ancora una volta la capacità di ottenere risultati superiori rispetto al benchmark, grazie in particolare al peso del settore bancario e alle operazioni straordinarie che hanno interessato alcune società quotate.
Il portafoglio “10 Cani” ha chiuso l’anno con una performance complessiva pari a circa +54,5%, sostenuta soprattutto dai forti rialzi di titoli come Unicredit, Banca Mediolanum e Banca Popolare di Sondrio.
Ancora migliore è stato l’andamento della variante più concentrata dei “5 Cani”, che ha raggiunto una crescita complessiva di circa +64,2%.
Anche il portafoglio “PPP”, composto da un solo titolo (Snam), ha comunque ottenuto un risultato positivo, con una performance intorno al +38%.
Da notare come quest’ultima variante, in particolare, anche nel 2024 avesse ottenuto un risultato estremamente positivo grazie a Unipol (+137%).
PERCHÉ CONSIDERARE LA STRATEGIA DEI CANI DEL FTSE MIB
Applicare la logica dei Dogs all’indice italiano presenta alcune caratteristiche distintive che meritano attenzione:
Presenza delle principali realtà economiche nazionali
Il FTSE MIB raccoglie le società a più alta capitalizzazione di Piazza Affari, spesso leader nei rispettivi comparti e con modelli di business consolidati.
Investire nei “Cani” significa quindi esporsi al cuore dell’economia italiana.
Dividendi interessanti in un mercato a valutazioni contenute
Rispetto ad altri listini azionari internazionali, il mercato italiano continua a mostrare multipli mediamente più bassi.
Questo contesto favorisce rendimenti da dividendo superiori alla media, rendendo la strategia particolarmente attrattiva per chi punta a flussi di cassa periodici.
Assenza di rischio valutario
A differenza dell’approccio originale basato sul Dow Jones, la versione FTSE MIB consente di investire esclusivamente in euro.
In questo modo si elimina l’incertezza legata alle oscillazioni del cambio, aspetto rilevante soprattutto per gli investitori domestici.
LIMITI E CRITICITÀ DA CONSIDERARE
Nonostante la sua semplicità, la strategia non è priva di elementi di rischio:
Affidabilità dei dividendi nel tempo
Un dividend yield elevato può talvolta essere il riflesso di una fase di difficoltà dell’azienda o di una forte correzione del prezzo del titolo.
Per questo motivo è opportuno verificare la solidità finanziaria e la capacità di generare utili nel medio periodo.
Concentrazione settoriale
Il FTSE MIB tende a essere fortemente sbilanciato verso alcuni comparti, in particolare banche ed energia.
Questa caratteristica può ridurre il livello di diversificazione del portafoglio rispetto a quanto avviene nell’indice americano e comporta una limitata presenza di società legate ad altri grandi trend strutturali di lungo periodo.
Impatto della fiscalità
I dividendi distribuiti dalle società italiane sono soggetti all’imposta del 26%, che incide direttamente sul rendimento netto dell’investimento.
Per questo motivo la strategia dei Cani del FTSE MIB risulta meno adatta a chi privilegia strumenti ad accumulazione o l’efficienza fiscale.
Purtroppo, in tal senso, non esistono neanche ETF che replicano questa strategia.
CONCLUSIONI
Se anche nel 2026 la strategia dei Cani del FTSE MIB dovesse confermare le buone performance osservate negli anni precedenti, continuerebbe a rappresentare una soluzione semplice e concreta per chi desidera investire sul mercato italiano con un approccio sistematico.
La combinazione tra dividendi e potenziale di rivalutazione dei titoli rende questa metodologia particolarmente interessante per gli investitori orientati al reddito, soprattutto se inserita all’interno di un portafoglio ben diversificato.
Resta comunque fondamentale affiancare alla regola meccanica una valutazione di contesto.
Analizzare la sostenibilità delle cedole e la solidità patrimoniale delle aziende selezionate può fare la differenza tra un buon risultato e una delusione.
Il presente contenuto è ai soli fini didattici e di discussione, fai le tue ricerche prima di investire (do your own research before invest).
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