6 Strategie per il Decumulo
Nel mondo della finanza personale si parla quasi sempre di una cosa: accumulare. Quanto investire, su quali strumenti puntare, come costruire un portafoglio solido.
Tutto ruota attorno alla crescita del capitale. Ma questa è solo una parte del viaggio.
L’altra metà, un po’ troppo spesso trascurata, è il decumulo: come utilizzare i risparmi una volta che si è raggiunto l’obiettivo, ovvero la pensione o il ritiro anticipato dal lavoro (l’agognato FIRE!).
E no, non è sufficiente prelevare “quel che serve”. Perché in questa fase il rischio non è più non crescere abbastanza, ma finire i soldi troppo presto.
È qui che entra in gioco un elemento fondamentale: proteggere il capitale nei primi anni di pensionamento.
Se arriva una crisi di mercato proprio all’inizio del decumulo, le conseguenze possono essere disastrose.
In quella che viene definita la retirement danger zone, ogni errore si paga caro e proprio per questo è essenziale avere un piano.
In questo articolo ti voglio descrivere quindi le 6 strategie per il decumulo, almeno quelle principali: alcune più semplici, altre più tecniche, alcune più conosciute, altre meno.
Tutte però orientate a un solo obiettivo: vivere di rendita senza problemi di soldi e senza dover tornare a lavorare.
Ciascuna di queste 6 strategie meriterebbe un articolo dedicato ma per ora accontentiamoci di una panoramica generale per capire come funzionano.
1.LA REGOLA DEL 4%
Questa è la più famosa tra le strategie, grazie soprattutto a molti articoli americani su di essa che hanno contribuito a renderla celebre.
Nasce nel 1994 grazie a William Bengen, che dimostrò come un portafoglio bilanciato (50% azioni/50% obbligazioni) potesse sostenere un prelievo del 4% annuo (aggiustato per inflazione) per almeno 30 anni.
La regola del 4% è semplice, comprensibile, ma forse un po’ troppo ottimista.
Il motivo? Il rischio di sequenza dei rendimenti: iniziare il decumulo in una fase negativa può compromettere la tenuta del capitale.
Studi più recenti su scala globale parlano di tassi più prudenti (intorno al 2,5%).
Morningstar, in particolare, ogni anno pubblica la percentuale di prelievo più sicuro per asset allocation, per il 2025 un portafoglio 50/50 ha un tasso di prelievo “sicuro” del 3,7%.
In un’intervista recente con Ben Carlson, William Bengen ha detto che lo scenario peggiore per questa strategia corrispondeva a quello di alta inflazione e mercati deboli, praticamente il decennio degli anni 70.
E’ molto interessante come intervista, vi consiglio di ascoltarla.
2. SPESA FLESSIBILE
Qui si adatta lo stile di vita all’andamento del mercato.
Si distinguono le spese essenziali da quelle discrezionali: le prime si mantengono costanti, le seconde si riducono nei momenti difficili e si espandono nei momenti positivi.
È un approccio dinamico, che protegge il capitale nelle fasi negative e consente di godere di più quando le cose vanno bene.
Richiede flessibilità, ma offre maggiore resilienza nel lungo termine.
3. STRATEGIA DEL GUARDRAIL
Immagina delle barriere entro cui il valore del portafoglio può oscillare: se sta dentro quei limiti, prelievi sempre lo stesso importo.
Se li supera (in alto o in basso), adatti i prelievi.
Questo approccio ti permette di reagire senza stravolgere il piano e ti dà una traiettoria flessibile, ma con un quadro ben definito.
Anche se la strategia del guardrail, a una prima lettura, può sembrare molto simile alla strategia precedente, quella della spesa flessibile, vi sono alcune differenze che vanno specificate.
SPESA FLESSIBILE VS GUARDRAIL
La differenza principale tra le due strategie sta in questo:
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Spesa flessibile: agisci sulle categorie di spesa (necessarie vs discrezionali).
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Guardrail: agisci sull’importo di prelievo in funzione del valore del portafoglio.
Con la strategia della spesa flessibile:
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Si parte da un prelievo costante per le spese essenziali (cibo, casa, bollette).
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Le spese discrezionali (viaggi, svaghi, extra) variano in base al mercato:
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Se il portafoglio cresce ➜ puoi concederti più extra.
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Se scende ➜ tagli temporaneamente il superfluo.
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Qui il focus è sullo stile di vita: mantieni la base invariata, aggiusti il “superfluo”.
Con la strategia del guardrail:
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Si stabilisce un importo fisso di prelievo iniziale (es. 40.000 €/anno).
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Si fissano due soglie:
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Guardrail superiore ➜ se il portafoglio sale oltre, aumenti i prelievi.
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Guardrail inferiore ➜ se scende sotto, riduci i prelievi.
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Qui il focus è sull’importo del prelievo totale: adatti direttamente quanto disinvestire in base alla “salute” complessiva del portafoglio, non sulle singole voci di spesa.
Ma allora quando è meglio usare l’una o l’altra?
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Spesa flessibile ➜ ideale per chi ha molte spese discrezionali (es. viaggi, hobby) facilmente comprimibili senza sacrificare il necessario.
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Guardrail ➜ più adatta a chi preferisce una regola automatica basata sul valore del portafoglio, anche quando le spese sono più rigide.
Come sempre però in finanza non bisogna vedere le cose solo in bianco e nero.
Esistono anche le sfumature, infatti queste due strategie si possono anche combinare: usare il guardrail per fissare i limiti complessivi di prelievo e, dentro quei limiti, regolare le spese discrezionali.
4. STRATEGIA DEI “SECCHI”
Qui si ragiona in base al tempo con il capitale che viene suddiviso in tre “secchi”:
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Breve termine: liquidità per 1-3 anni.
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Medio termine: strumenti bilanciati per 4-10 anni.
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Lungo termine: azioni per i decenni successivi (oltre i 10 anni).
Vista così ha un’impostazione simile ai quattro pilastri della finanza personale del grande prof. Coletti.
L’idea è quella di evitare di vendere asset volatili nei momenti sbagliati.
È un’ottima strategia per chi vuole dormire sonni tranquilli, ma richiede una buona pianificazione iniziale in quanto sarà necessario definire una stima realistica delle spese annuali, suddivise in essenziali e discrezionali, così da sapere esattamente quanti anni di spese allocare nei diversi secchi.
5. VIVERE SOLO DI RENDITA (E MAI TOCCARE IL CAPITALE)
La più conservativa. Vivi di pensione, dividendi, cedole… e lasci il capitale intatto.
È semplice, emotivamente rassicurante e molto popolare. Certo, serve molto più capitale il che non la rende utilizzabile da tante persone.
Inoltre è fiscalmente meno efficiente rispetto ad altre soluzioni in quanto gli strumenti finanziari utilizzati non sono ad accumulo e di conseguenza il pagamento delle tasse si fa sentire sui rendimenti nel lungo periodo.
Ma per chi ha patrimonio sufficiente e non vuole complicazioni, è una scelta solida.
Questo approccio è particolarmente apprezzato da chi desidera ridurre al minimo l’ansia legata ai mercati: sapere che il capitale rimane intatto, e che si vive solo degli interessi, cedole e dividendi, regala una sensazione di sicurezza difficile da eguagliare.
6. STRATEGIA DELLA TENDA
Questa strategia è meno nota, ma merita attenzione.
È stata presentata nel 2016 da Michael Kitces ed è pensata per proteggere il portafoglio proprio nel periodo più delicato: gli anni immediatamente prima e dopo il pensionamento.
Come funziona?
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Nei 10 anni precedenti al ritiro (es. dai 55 ai 65 anni), si aumenta gradualmente l’esposizione obbligazionaria. Si forma così una “cupola” protettiva: una riserva di stabilità.
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Nei 5-10 anni successivi alla pensione, questa quota obbligazionaria viene gradualmente disinvestita, riportando il portafoglio alla sua asset allocation target, con un maggior peso azionario.
Perché ha senso?
Perché durante quella che gli americani chiamano retirement red zone, il portafoglio raggiunge il suo massimo valore ed è più vulnerabile alle perdite.
Un -20% all’inizio della pensione può compromettere anni di spese future, meglio quindi abbassare il rischio proprio in quel momento.
Poi, man mano che si avanza con l’età, il rischio di “sopravvivere al capitale” si riduce.
Ha senso allora riprendere un po’ di rischio (quindi azioni), per cercare crescita e non farsi erodere dall’inflazione.
È una strategia dinamica, ma strutturata. Offre protezione quando serve e rendimento quando è più sicuro cercarlo.
I dati mostrano che migliora la probabilità di successo del piano di decumulo e può portare anche a un portafoglio finale più ricco.
CONCLUSIONI
Il decumulo è una fase cruciale, ma spesso sottovalutata.
Così come l’atterraggio è la fase più delicata di un volo, anche il decumulo lo è per il nostro percorso finanziario: è il tratto finale del viaggio, quello che richiede più attenzione e precisione.
Queste 6 strategie per il decumulo servono proprio per aiutarti in questo processo.
Come avrai notato, non esiste una sola strategia giusta.
Dipende molto da vari elementi, finanziari e soggettivi:
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il tuo capitale,
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il tuo stile di vita,
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la tua tolleranza al rischio,
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e soprattutto dalla fase della vita in cui ti trovi.
Puoi anche combinare più strategie: partire in modo conservativo, usare la strategia della tenda nei primi anni, poi passare a una spesa flessibile o al guardrail man mano che ti senti più sicuro.
A presto!
Il presente contenuto è ai soli fini didattici e di discussione, fai le tue ricerche prima di investire (do your own research before invest).
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