Warren Buffett in una video intervista del 1985

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Se mi segui da un po’ di tempo su Investire con Successo ormai ha capito quanto mi piaccia la storia, soprattutto quella economica, e quanto si può imparare dal passato per capire il futuro. Mark Twain diceva “la storia non si ripete, ma fa spesso rima”, intendendo che spesso gli eventi possono cambiare da un epoca a un altra ma il finale la maggior parte delle volte è uguale.

Ho trovato quindi su Youtube un George Goodman (giornalista economico statunitense) che intervista Warren Buffett nel lontano 1985. Un intervista che ti consiglio di guardare, molto interessante nella sua breve durata di soli 7 minuti. Non ti porterà via neanche tanto tempo.

Chi è Warren Buffett magari lo sai già, che siano stati scritti tanti libri su Warren Buffett è altrettanto vero. Con questa intervista è giunto il momento di andare ad approfondire il suo approccio agli investimenti.

All’inizio dell’intervista Warren Buffett ricorda le sue due regole più famose:

1- non perdere mai denaro;
2- non dimenticare mai la regola n. 1.

L’intervistatore inizia chiedendo qual’è la più importante caratteristica di un money manager?

Buffett risponde che non è necessario avere un’intelligenza superiore alla media per fare il suo lavoro. E’ più che altro necessario avere temperamento (nella sua connotazione psicologica) nel senso che devi avere una personalità stabile.

Personalità che non trova comfort nell’essere dalla parte di quello che pensano tutti nè che trova sconforto nell’essere contro quello che credono tutti.

Buffett cita il suo maestro Ben Graham dicendo che tu non hai ragione solo perchè un migliaio di persone concordano con te, ma hai ragione perchè i fatti e i tuoi ragionamenti sono corretti.



Poi a Buffett gli viene chiesto qual’è la differenza rispetto alla maggioranza dei money manager?

Buffett dice che l’investitore professionale si concentra principalmente su cosa farà il prezzo dell’azione il prossimo anno, una visione a breve termine degli investimenti.

Qui apro una parentesi io dicendo che per come vedo le cose adesso, altrochè il prossimo anno, i money manager sono più interessati al prossimo trimestre e i trader alla prossima settimana. Però ricordati che era il 1985 quindi nonostante i tempi di possesso delle azioni si stessero già accorciando a quell’epoca non erano ancora di brevissimo termine come nei nostri giorni.

Comunque tornando a dove ero rimasto, nell’intervista Warren Buffett continua dicendo che gli investitori professionali non pensano che, con le azioni in loro possesso, è come se fossero anche proprietari di un pezzo della società.

Se loro pensassero in questi termini non importerebbe se il mercato azionario chiudesse per i prossimi 5 anni.

Goodman continua chiedendo perchè non conviene concentrarsi sul prezzo dell’azione?

Il prezzo di un’azione non ti dice nulla su come va il business della società. Quindi qual’è il consiglio di Warren Buffett?

  • Valuta prima la società dal punto di vista operativo;
  • solo dopo guarda il prezzo.

In questo modo vedi se il prezzo al quale quotano le azioni è più basso rispetto alla valutazione iniziale a cui sei arrivato. E non ti farai condizionare dal prezzo attuale.

Un’altra domanda interessante è questa: perchè ha scelto di rimanere nella sua città natale a Omaha e di non vivere più vicino a Wall Street?

Buffett risponde che per quello che deve fare lui rimanere a Omaha è un vantaggio. Non corre il rischio di avere “sussurri” da parte di persone di Wall Street che gli dicono cosa fare o su come sta andando una società rispetto a un’altra.

A Omaha ha quello che gli serve per valutare i fatti e le situazioni in cui si trovano le varie aziende. Per lui si tratta di un lavoro intellettuale.

L’intervistatore allora chiede in cosa consiste questo lavoro intellettuale?

E qui Buffett cita la propria area di competenza. Il processo intellettuale quindi è definire la propria area di competenza nella valutazione di un business.

All’interno della tua area di competenza cercherai quelle società che vendono al prezzo più basso rispetto al proprio valore.




George Goodman chiede a Buffett anche se ha mai comprato una società tecnologica?

Buffett dice di no e che non le ha mai comprate in 30 anni che opera nel mondo degli investimenti. Motivo? Perchè non le capisce.

L’intervistatore gli chiede anche di IBM ma Buffett gli dice che non l’ha mai acquistata, che potrebbe essere anche una società meravigliosa ma non deve fare soldi in ogni settore soprattutto quelli che non capisce bene.

Buffett continua dicendo che ci sono tante cose che non conosce e che va bene così, i mercati finanziari offrono ogni giorni migliaia di società a prezzi che cambiano costantemente. Tu non devi prendere decisioni ogni volta che il mercato ti presenta una società a un buon prezzo. Se non sai abbastanza è meglio non fare niente.

E’ meglio stare a guardare finchè non arriva il “colpo” perfetto che ti si presenta davanti. L’azienda che capisci bene al prezzo che volevi. E’ quello il momento giusto per colpire.

Comunque pensaci a come cambiano le cose nel corso degli anni! Era il 2011 quando Buffett metteva da parte la sua antipatia per le società tecnologiche e acquistava proprio la succitata IBM:

Buffett acquista IBM – 14/11/2011

Operazione che comunque nel corso degli anni non deve averlo convinto molto visto che quest’anno (2018) ne è uscito completamente sostituendola tra le partecipazioni Berkshire Hathaway con quella in azioni Apple:

Buffett vende IBM e aumenta la quota in Apple

Inoltre notizia di pochi giorni fa è che nel terzo trimestre 2018 la holding di Buffett ha iniziato ad acquistare azioni Oracle:

Berkshire Hathaway svela quota in Oracle

Insomma essere una “learning machine” vuol dire che anche passati gli 80 anni puoi sempre imparare qualcosa di nuovo per ampliare la tua area di competenza. Mai smettere di imparare!

Ma torniamo all’intervista, George Goodman chiede a Buffett se riuscirebbe non fare niente anche per sei mesi. Buffett risponde che potrebbe non fare niente anche per due anni. L’intervistatore continua chiedendogli se non sia noioso.

Buffett conferma che questa inattività annoierebbe la maggior parte delle persone. La noia è un problema per molti money managers soprattutto perchè a un certo punto riceverebbero pressioni da parte dei loro clienti.

Ma se l’approccio agli investimenti di Buffett è così semplice perchè ogni persona non riesce a replicarlo? Questa è l’ultima domanda che viene posta all’oracolo di Omaha e che, secondo me, è molto interessante.

Per Buffett questo succede proprio perchè si tratta di un approccio semplice. Fa l’esempio degli accademici che si focalizzano su ogni tipo di variabile, i dati ormai sono tanti e tutti a loro disposizione. Quindi si focalizzano di più su cose del tipo se sia meglio acquistare una data azione il martedì e venderla il venerdì. Oppure se è opportuno acquistare nell’anno delle elezioni e vendere in altri anni.




In questo punto dell’intervista Warren Buffett cita una frase che dice sempre un suo amico (credo proprio che si riferica al suo socio Charlie Munger):

“To a man with a hammer everything looks like a nail.”
Trad.: a un uomo con un martello ogni cosa sembrerà un chiodo.

Si tratta di una citazione che riassume bene la deformazione professionale di molti intesa come la ricerca della soluzione ai vari problemi nella sola maniera che una persona conosce. Come con il martello la soluzione potrebbe non essere la più adatta al caso. Soprattutto in un mondo variegato come quello in cui viviamo.

Tornando alla risposta data da Buffett, per lui le variabili su cui si concentrano molte persone, soprattutto nel mondo accademico, non hanno nessuna importanza. Non è in quei termini che pensa un uomo d’affari quando deve partecipare in un business.

CONCLUSIONI

George Goodman all’inizio dell’intervista a Warren Buffett ricorda come 10.000 dollari investiti nel 1965 nella sua società Berkshire Hathaway corrisponderebbero nel 1985 a 1.000.000 di dollari… ho controllato e non ho sbagliato il numero di zeri. Non faccio neanche l’aggiornamento al 2018 perchè prenderemmo uno spavento!

Nel tempo Buffett è riuscito a costruire un portafoglio di società da far impallidire chiunque. Berkshire Hathaway è diventata una “macchina da soldi” (una cash machine) che ancora oggi vede al comando l’uomo che l’ha resa grande con uno stile di investimento semplice e lineare. E che in oltre 50 anni ha dato risultati straordinari.

E’ sempre incredibile pensare come nei circa 7 minuti dell’intervista Warren Buffett riesca a insegnare tantissimo sul modo corretto di approcciarsi agli investimenti finanaziari.

Ma questo lo avevo già capito guardando il primo video in cui compare un giovanissimo Warren Buffett e che risale al 1962.

Anche se sono passati ormai 33 anni il suo modo di pensare non è cambiato minimamente. Ha solo iniziato a investire anche nelle società tecnologiche che al tempo non prendeva in considerazione. Segno che la propria area di competenza la si può ampliare con il tempo anche se la maggior parte ti considera “anziano” secondo i classici canoni anagrafici.

A chi interessa guardare George Goodman che intervista Warren Buffett ecco qui il link a Youtube:

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