Vivere con 500 euro si può!
Quando qualche tempo fa avevo intervistato Miki e Fede della Fattoria del Fai da Te, la cosa che aveva incuriosito di più era un numero in particolare: riuscivano a vivere con 400 euro al mese.
Oggi, nel loro ultimo post su Facebook, hanno aggiornato i conti e, anche se il tenore di vita è leggermente aumentato, possiamo dire che vivere con 500 euro si può.
Ed è proprio questo che continua a suscitare scalpore come si può notare dalla quantità di commenti, e dalle discussioni, che si scatenano ogni volta sotto i loro post.
Non la libertà, il contatto con la natura, il tempo libero o il fatto di seguire le proprie passioni, ma i numeri.
Per molti, un bilancio così basso è semplicemente inconcepibile.
Eppure loro non solo lo dimostrano, ma lo raccontano con una grande trasparenza tanto da mettere nero su bianco i freddi numeri.
COME FANNO A VIVERE CON 500 EURO AL MESE
Il punto di partenza è semplice: niente mutuo e niente affitto.
La loro casa è stata acquistata con risparmi, anni di lavoro (anche in Australia) e un’eredità familiare. Il tutto è costato sui 100.000 euro tra acquisto e ristrutturazione.
Nel mezzo molto fai da te e l’arte di sapersi arrangiare che li ha aiutati nel raggiungere il loro obiettivo.
Da lì in poi, entra in gioco l’autosufficienza:
- Cibo: orto, polli, capre, frutta, olio, tartufi, più una spesa molto oculata (circa 220 € al mese).
- Bollette: acqua e gas incidono pochissimo, la luce costa in media 60 € al mese, mentre il riscaldamento è a legna ricavata dal loro terreno.
- Telefono e internet: un solo cellulare con hotspot (8 €).
- Auto: una Panda a GPL con costi fissi molto contenuti (circa 40 € al mese).
- Vestiti: spesa ridotta, tanto riuso e seconda mano (20 € al mese).
- Figlia: asilo gratuito, giochi in natura e qualche spesa per attività sportive (60 €).
- Salute: vivendo sereni e senza stress, poche spese mediche, circa 30 € al mese.
Conti alla mano, il totale si aggira sui 460 €, che diventano 500 con qualche sfizio o gita fuori porta.
Qui di seguito puoi vedere la tabella dove ho elencato i numeri di cui sopra:

NON E’ UN MODELLO UNIVERSALE
Ovviamente non è una ricetta replicabile da tutti, soprattutto se si vive in città o si hanno mutui e affitti da pagare.
Eppure, come ricordano loro, ognuno sceglie le proprie “catene”: ci sono strade che sembrano impossibili finché non si inizia a percorrerle.
Miki lo dice in modo diretto:
“Non sono nato in questa condizione, ho lavorato sodo e duro per decenni, ma avevo chiara questa possibilità e l’ho raggiunta.”
ENTRATE E SOSTENIBILITA’
La vita in campagna non è fatta solo di risparmi, ma anche di piccole entrate: la minicasa che affittano come struttura ricettiva, i tartufi, e il risparmio dato dall’autoproduzione.
Tutto ciò permette loro sia di coprire le spese sia di mettere da parte qualcosa.

IL VERO MESSAGGIO
Più che una sfida a chi vive in città, la loro è una testimonianza: si può vivere con meno, a patto di accettare qualche sacrificio e di cambiare prospettiva.
In realtà come dicevano quando li ho intervistati:
“noi abbiamo tutto ciò che ha la gente normale, non lavorando: questa è la nostra filosofia di base.”
Non significa tornare indietro o rinunciare a tutto, ma rimettere al centro ciò che conta davvero.
Cambiare vita non significa privarsi di tutto, né rinunciare a ogni comodità: significa scegliere con intenzione, mettere al centro ciò che davvero conta: la salute (soprattutto mentale), la serenità, il tempo, le relazioni, la natura e ridurre ciò che è superfluo perché impone costi (economici, mentali, morali) che spesso non sono giustificati.
E paradossalmente, quindi, non è tanto un discorso di soldi quanto di libertà.
Libertà di scegliere il proprio tempo, i propri ritmi, i propri spazi.
Forse non tutti sono pronti a fare un salto così radicale.
Ma la storia di Miki e Fede ci ricorda che alternative esistono, e che la vera domanda non è “si può vivere con 500 euro?”, ma “quanto siamo disposti a cambiare per vivere la vita che vogliamo?”
E LA VERA RICCHEZZA: IL TEMPO
Guardando dall’esterno, qualcuno potrebbe pensare che Miki e Fede siano “poveri”, perché vivono con molto meno rispetto agli standard della nostra società.
In realtà, sono ricchi di ciò che oggi manca di più: il tempo.
Tempo per cucinare cibi semplici e genuini invece di acquistare prodotti confezionati; tempo per preparare la legna, curare l’orto, accudire gli animali, seguendo i ritmi della natura e non quelli di un cartellino da timbrare.
Tempo per crescere la loro bambina in un ambiente sano, senza lo stress di genitori costantemente in affanno.
La nostra società ci spinge ad avere sempre meno tempo, a riempirlo di lavoro e di consumi, fino a renderci dipendenti da ciò che compriamo.
Ma il patrimonio più grande non è il denaro: è la possibilità di gestire le proprie giornate, di dedicarsi a ciò che davvero conta.
In questo senso, il loro stile di vita non è una rinuncia, ma una conquista che non va valutata solo economicamente.
CONCLUSIONI
Negli ultimi anni, numerosi sondaggi in Italia rivelano che sempre più persone desiderano una vita diversa: meno stress, orari più flessibili, più tempo per sé, per la famiglia, per la salute.
Per esempio, un’indagine ha mostrato che il 44 % degli italiani è pronto a cambiare lavoro nel breve periodo, proprio alla ricerca di un equilibrio migliore tra vita privata e professionale.
Questo contesto non è solo uno stato d’animo collettivo: crea anche condizioni favorevoli per storie come quella di Miki, Fede, e la loro famiglia.
Magari non tutti potranno, o vorranno, vivere con 500 euro al mese, ma è molto realistico vivere con mille, millecinquecento euro, adottando alcuni principi simili: riduzione degli sprechi, autosufficienza dove possibile, gestione consapevole delle priorità.
Quel che emerge in maniera chiara dalla loro esperienza è che non hanno scelto la vita del “mancare”: hanno scelto la vita del risparmio selettivo e del valore reale.
Hanno il condizionatore, hanno comfort, hanno relazioni, hanno tutto ciò che serve per sentirsi a casa, ma non si lasciano imporre dallo standard sociale che “serve sempre di più”.
Hanno deciso di essere diverso dal “tutto e subito”, dal “consuma per essere felice” che spesso diventa solo un costo.
Se l’esempio della Fattoria del Fai da Te può sembrare estremo, serve come specchio: ci mostra cosa accade quando scegli di dirigere la tua vita invece di subirla.
E, anche se fai il “salto” solo in parte, abbracciando alcuni dei loro principi, più tempo, meno cose inutili, cura per ciò che fai, meno stress, il cambiamento già comincia, e ripaga.
Quindi sì: vivere con 500 euro al mese è un caso-limite esemplare, ma ciò che ci insegna è universale.
È possibile costruire una vita meno costosa ma più ricca, non tanto di beni, quanto di tempo, libertà, significato.
Insomma, come direbbe Bernardo Cumbo: “se po’ fà”.
Se volete toccare con mano questa esperienza, potete sempre concedervi un soggiorno nella loro minicasa, immersa nella natura dell’Abruzzo, precisamente ad Atessa: un modo semplice per sperimentare, almeno per qualche giorno, cosa significa vivere con meno ma forse… vivere meglio.
Non dimenticate infine di visitare anche la loro pagina Facebook e il canale YouTube per tenervi aggiornati sull’evoluzione della loro Fattoria!
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